Al centro di questa ricerca si trova il cambiamento nella struttura degli schemi di comportamento dei pendolari per lavoro e il loro comportamento come elemento della dinamica dell’accessibilità territoriale e della distribuzione della popolazione dal 1970. Questa ricerca sostiene tre ipotesi presentate nella letteratura:
a) col passare del tempo le zone suburbane si sono svincolate dalle rispettive città e questa evoluzione da sobborgo a «Zwischenstadt» (città intermedia) ha contribuito a ridurre il traffico pendolare;
b) insediamenti ad alta densità diminuiscono il traffico pendolare, anche tenendo in considerazione il traffico in entrata e in uscita;
c) l’impatto di ulteriori incrementi di accessibilità è decisamente diminuito. Il confronto tra Germania e Svizzera permette di identificare gli effetti di diverse pianificazioni nazionali del territorio e del traffico.
Dal punto di vista metodologico, questo progetto richiede la definizione di zone in cui osservare gli schemi di comportamento dei pendolari. Gli schemi di comportamento tradizionali mostrano chiaramente i movimenti regionali relativi a ogni comunità. La sovrapposizione delle zone di ingresso e di uscita viene quindi ignorata. Occorre sviluppare un nuovo processo che identifichi automaticamente le aree di sovrapposizione e che permetta di riconoscere potenziali «cluster» di punti di arrivo e di partenza. Inoltre occorre individuare una classificazione alternativa del flusso di traffico tra punto di partenza e di arrivo che possa essere spiegata con un sistema statistico territoriale. Infine i modelli decisionali di scelta del mezzo di trasporto e della destinazione, normalmente discreti, devono essere ampliati in modo da rappresentare accuratamente gli effetti della correlazione territoriale.
